AS Roma 1927. - 2007.

Obrisan korisnik
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09. svibnja 2007. u 09:21
Olimpica
RIMSKI Olimpijski stadion, dom talijanskih prvoligaša Rome i Lazija, uskoro će biti rekonstruiran kako bi pružio veću udobnost gledateljima i bolje sigurnosne uvijete uoči finala Lige prvaka koje će se na njemu igrati 2009. godine.
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RIMSKI Olimpijski stadion, dom talijanskih prvoligaša Rome i Lazija, uskoro će biti rekonstruiran kako bi pružio veću udobnost gledateljima i bolje sigurnosne uvijete uoči finala Lige prvaka koje će se na njemu igrati 2009. godine.

Predviđa se da će u rekonstrukciju biti uloženo 17 milijuna eura, od čega najmanje 4 za poboljšanje sigurnosnih uvjeta.

"Olimpico predstavlja priču o talijanskom nogometu. Prošli ga je tjedan L`Equipe uvrstio među pet najbolji stadiona u Europi", rekao je predsjednik Talijanskog olimpijskog odbora Gianni Petrucci.

Promjene će uključivati i smanjenje kapaciteta s 80 120 na otprilike 76 000, ali omražena atletska staza koja ga okružuje se neće uklanjati.

"Sjedala koja gubimo su ionako najviše virtualna. Rijetko su kad okupirana zbog slabe vidljivosti s tog dijela stadiona", tvrdi glavni tajnik Talijanskog olimpijskog odbora Raffaele Pagnozzi.

Gradit će se i nove svlačionice, odnosno postojeće će biti proširene sa 110 metara kvadratnih na 200 metara kvadratnih, a u planu su i novi tuneli kako bi se skratila duljina koju igrači moraju preći od svlačionice do terena. Ove promjene dolaze u trenutku kad raste pritisak talijanskih klubova da dobiju stadione u svom vlasništvu, koje će sami održavati, umjesto da ih samo uzimaju u najam od grada.

"Olimpico je samo formalno siguran stadion. Ključeve dobivamo tek u nedjelju ujutro, tako da klubovi ne mogu spriječiti unošenje nikakvih materijala na stadion prije toga", tvrdi predsjednik Lazija Claudio Lotito.

S njim se ipak ne slaže predsjednik Olimpijskog odbora. "Slažemo se s ovim konceptom, ali situacija s Olimpicom je ipak malo drukčija. Nema smisla zavaravati navijače. Svi problemi u nogometu ne mogu se riješiti tako da damo klubovima vlastite stadione. O ovom se govori već četiri godine, ali jeste li vidjeli koliko je stadiona u međuvremenu sagrađeno?", pita se Petrucci.

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09. svibnja 2007. u 10:36
Marko-Ivanić je napisao/la:
Osobno, mislim da imamo jačih prvih 11 od Intera, ali problem je što nemamo pravih jokera s klupe...
Vidi cijeli citat


Nema Ibre, a Cambiasso, Vieira, Crespo i Maicon jos nisu 100% poslije ozljeda tako da su vase sanse puno vece.

Utakmica nije u 20:45 nego u 18:00.
Vilenjak
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09. svibnja 2007. u 11:53
jel ima prenos finala na kom talijanskom programu..?
Domovine sin
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09. svibnja 2007. u 12:00
Rai Due
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09. svibnja 2007. u 15:13
Ancient Mariner je napisao/la:
U pozadini Zenga trci prema navijacima intera na Olimpicu 1991. nakon osvojenog kupa UEFA. U krupnom planu je momak koji je skupljao balune na toj utakmici. Trebam li pitat tko je to? Smile

Vidi cijeli citat
 
taj ste kup kupili-pokraliWink
 
 
FINALE UEFA INTER-ROMA '91 FU TRUCCATA?
ROMA - Alla vigilia della finale di Coppa Italia tra Roma-Inter, nella mente dei tifosi giallorossi torna un'altra finale disputata contro i nerazzurri: quella contestatissima di Coppa Uefa giocata l'8 maggio 1991 a San Siro. Era la gara di andata che finì 2-0 per i nerazzurri, grazie ad un rigore concesso dal sovietico Spirin agli uomini di Trapattoni per presunto fallo su Berti che fece infuriare l'allenatore Ottavio Bianchi i giocatori romanisti, capitan Giannini in testa. Al ritorno i giallorossi si imposero 1-0 grazie ad un gol di Rizzitelli, ma la rabbia non era per la Coppa alzata dall'Inter, bensì per quell'arbitraggio dell'andata che i protagonisti di quel periodo ricordano perfettamente. Intervistato dal Romanista, Ettore Viola ha raccontato i retroscena della gara di San Siro che oggi, a distanza di 16 anni, potrebbe far pensare ad una partita truccata.
"Mio padre era morto pochi mesi prima, a gennaio - ricorda il figlio del presidente Dino - Formalmente la guida del club era nelle mani di mia madre Flora, con l'avvocato Giovanni Guidi, scomparso recentemente, nelle vesti di amministratore delegato. Ma ero io, in realtà, a portare avanti le cose: ero una sorta di "presidente ombra". E poi c'era Ciarrapico, arrembante, pronto a subentrare. Una decina di giorni prima della finale di Coppa Uefa, fui contattato da una signora russa che avevo conosciuto tempo addietro. E arrivò la proposta".

Chi era questa "signora russa"?
"Era un'imprenditrice ben inserita nel mercato sovietico, che si occupava di molte cose e anche di calcio. L'avevo conosciuta in occasione dell'arrivo di Mikhailichenko alla Roma. All'epoca il centrocampista venne operato dal professor Perugia, ma poi decidemmo di non tesserarlo e lui finì alla Sampdoria. Si rifece viva alla vigilia della partita con l'Inter".

Per dirle cosa?
"Che l'arbitro Spirin, in cambio di 150mila dollari, sarebbe stato benevolo nei nostri confronti nella partita d'andata".

E quale fu la sua reazione?
"Beh, feci alcune considerazioni. In primo luogo, pensai che nel dna della famiglia Viola non c'è mai stata la consuetudine di manipolare i risultati del campo. Poi, ero convinto che la Roma fosse abbastanza forte per affrontare alla pari l'Inter di Trapattoni. Infine, e comunque secondariamente rispetto al resto, non volevo fare regali a Ciarrapico. Il passaggio di proprietà era cosa fatta e non mi andava di rischiare per lui: non volevo che si vantasse di un successo per ottenere il quale non aveva fatto nulla".

Quindi, rifiutò l'offerta...
"Sì. E pensai anche che la cosa sarebbe finita lì, visto il rapporto di amicizia che avevo con la signora russa che mi aveva offerto i favori di Spirin".

Invece, cosa successe?
"Il giorno della partita, prima dell'inizio, entrai negli spogliatoi del Meazza e mi ritrovai lì questa signora. Pensai immediatamente che la cosa era strana, perché solo le persone autorizzate possono stare in quella zona dello stadio. E capii quello che poi lei stessa mi confermò. Dopo il mio rifiuto, l'aiuto era stato offerto all'Inter. Ricordo che mi guardò, allargò le braccia e disse: "Mi dispiace, ma visto che tu non hai accettato mi sono sentita in dovere di proporre la cosa alla controparte".

Poi arrivò il rigore contestato...
"Quel rigore non c'era proprio! Io guardai la partita dalla tribuna e in campo successe quello che temevo. Ci fu quel fallo inesistente, ma non solo: le nostre azioni venivano continuamente fermate a centrocampo e, si sa, quando il gioco viene spezzettato è per evitare che la squadra diventi troppo pericolosa. Alla fine della partita, ci rimasi male e pensai alla delusione dei tanti tifosi che erano sugli spalti e che non riuscivano a capire. Io mi ero dato una spiegazione dell'accaduto e questo, forse, mi faceva stare ancora peggio. Ma ero comunque convinto di aver fatto la cosa giusta".

Nella trasmissione radiofonica 'A Tutto Campo' su Centro Suono Sport, l'ex arbitro Graziano Cesari e l'ex calciatore della Roma Sebino Nela, hanno commentato così le dichiarazioni rilasciate da Ettore Viola.

NELA: "L'anno dopo quella finale, abbimo incontrato Spirin in un'altra gara di Uefa e Ottavio Bianchi lo ha preso per il collo nello spogliatoio".
CESARI: "Hanno fatto male a non denunciare Spirin nel '91".
NELA: "Infatti...".

(Eleonora Trotta)



*calciomercato
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09. svibnja 2007. u 15:26
Evo i za tebe ... Wink

d je napisao/la:
E quale fu la sua reazione?
"Beh, feci alcune considerazioni. In primo luogo, pensai che nel dna della famiglia Viola non c'è mai stata la consuetudine di manipolare i risultati del campo.
Vidi cijeli citat



OPPACAMPIONI 1984: QUEL PASTICCIACCIO E QUEI RIGOR!....
Uno scandalo da 100 milioni

In semifinale la Roma deve recuperare due gaI al Dundee. Ne fa tre, vince bene; l'arbitro Vautrot é imparziale. Ma c' é una brutta storia che coinvolge Viola, Landini, Cominato. Il presidente Dina Viola ne uscirà pulito. E la Coppa andrà al Liverpool, complici Conti e Graziani
Dino Viola pagò cento milioni per corrompere l'arbitro francese Vautrot, designato per la semifinale di ritorno contro gli scozzesi del Dundee United? Questo interrogativo potrebbe anche contenere una sconcertante verità, perchè i cento milioni furono davvero versati a presunti intermediari. Solo che la verità si è smarrita lungo la tortuosa strada di quella vicenda, come se non fosse mai esistita. La giustizia sportiva condannò la Roma e Viola, il tribunale penale dette loro ragione. E'un buco nero, nella storia della Roma e del calcio italiano. Certo -e questa è ancora oggi l'unica conclusione possibilel'oscuro episodio non giovò al prestigio della Roma e del suo presidente. Ricostruire la vicenda non è difficile: impossibile è invece l'interpretazione dei fatti. La Roma, che era impegnata nella Coppa dei Campioni, aveva superato nel primo turno gli svedesi del Goteborg, negli «ottavi» i bulgari del CSKA di Sofia, nei «quarti» la Dinamo Berlino. Il sogno dei romanisti cominciava dunque ad avere contorni precisi, a materializzarsi. La Roma era anche favorita da una circostanza eccezionale: l'Olimpico ero stato designato sede unica della finalissima già un anno prima, a torneo non ancora iniziato. Proprio per evitare coincidenze di questo genere, che potevano favorire una delle finaliste, il regolamento fu poi modificato. Via a gonfie vele, dunque: quando sarebbe mai capitata un'altra occasione cosi? In semifinale, però, la Roma -priva di Falcao- era stata duramente battuta dagli scozzesi del Dundee United: 0-2, era il mondo che crollava. Comincia a questo punto, metà aprile '84, il grande imbroglio. Spartaco Landini, direttore sportivo del Catanzaro, dice a Viola di essere in grado di condizionare l'arbitro francese Vautrot, designato a dirigere la partita di ritorno con il Dundee. Ci vogliono cento milioni. Ma Landini è solo il tramite: la proposta proviene da Giampaolo Cominato, ex calciatore e ex manager in quel momento fuori del giro, che vanta (dice di vantare) un'amicizia personale con Vautrot: è suo, il disegno truffaldino. In una cena all'Hosteria dell'Orso, presenti Dino Viola, il figlio Riccardo, il direttore generale della Roma avv. Raule e lo st_o Vautrot, l'arbitro viene chiamato al telefono. Torna e dice «Un amico ha voluto farmi gli auguri, ma non ho capito chi fosse». E' esattamente il segnale che Cominato ha annunciato. Il disegno truffaldino si è dunque realizzato? Viola è turbato: invita a casa sua Spartaco Landini, la mattina della partita, e gli versa i cento milioni. Forse è la decisione sbagliata, ma teme un agguato. Si gioca, la Roma vince 3-0 ed è tutto merito suo. Una partita piena di slanci, un agonismo feroce, due gol del cannoniere Pruzzo, un altro di Agostino Di Bartolomei su rigore. Rigore fasullo fischiato da Vautrot? No, rigore sacrosanto e non contestato.

Scoperto l'inghippo
Ma l'inghippo è scoperto e scoppia lo scandalo. E qui i fatti vanno scrupolosamente seguiti attraverso gli atti ufficiali. Il capo dell'Ufficio Inchieste Corrado De Biase, nel novembre '85, riconosce l'illecito e deferisce i protagonisti: Giampaolo Cominato (che confessa il millantato credito), Spartaco Landini e Dino Viola. La Corte Federale (gennaio '86) dichiara i fatti decaduti per prescrizione, ma emette una censura morale nei confronti di Viola. Poi è la volta della federazione europea, cioè l'UEFA, che nel giugno '86 sospende la Roma per un anno dalle coppe europee e infligge a Dino Viola quattro anni di squalifica. Il Giuri d'Appello, in luglio, trasforma la sospensione della Roma in una multa di 170 milioni. L'assoluta estraneità diVautrot viene sempre riconosciuta e ribadita: la telefonata all' Hosteria dell' Orso, la sera della famosa cena, l'aveva fatta proprio Cominato. Presso il Tribunale di Roma, nel settembre'86, si apre però il processo penale, nel quale la posizione di Viola risulta ribaltata. Da accusato il presidente diventa accusatore, e infatti si costituisce parte civile, dicendo di aver ceduto solo a trasparenti minacce di Landini: se non avesse pagato, la Roma sarebbe stata danneggiata. Viola sostiene di aver sempre confidato nella incorruttibilità di Vautrot, ma di aver temuto che qualcosa di marcio ci fosse, dopo la famosa telefonata durante la cena con l'arbitro. n senatore rivela di averne parlato con il presidente federale Sordillo. La sentenza viene emessa nel novembre 1987. Cominato e Landini vengono condannati a dodici mesi di reclusione, con la condizionale e con il beneficio della non iscrizione, considerato che sono incensurati. Inoltre viene imposta la restituzione dei cento milioni versati da Viola il giorno della gara, 25 maggio'84, più agli interessi maturati da quella data. Viola dunque vince, ancora una volta.
[uredio Ancient Mariner - 09. svibnja 2007. u 15:27]
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tema je inter -romaWink
da ne izvlacim liverpool -roma od prije par godina i nedosudjen penal na anfieldu...
cijela italija samo vama i milanu pjeva:come la juve voi siete come la juveLOL
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09. svibnja 2007. u 16:40
Ne bih bas rekao .... prije ce biti nesto s "perdenti" i sl. Wink
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roma -inter je
 
 
 
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